E al centro del corpo c’è il cuore, il cuore di Senebtisi, una donna della XII dinastia. E fortunatamente ha smesso di battere secoli prima che i resti mortali in cui pulsava venissero esposti allo sguardo dei barbari del mondo occidentale
– A Lady of the Twelth Dinasty, The Lotus Magazine – 1912
Oggi vorrei portarVi a fare una camminata sulle sponde del fiume Nilo in Egitto. Particolarmente allettante in qualsiasi mese dell’anno, ma in particolare durante questo timido Marzo, che ancora non vuole donarci troppe delle sue iniziali meraviglie primaverili.
Quando la mummia di Senebtisi, una donna esile di circa cinquanta anni morta nel 1800 a.C., fu rinvenuta in una tomba all’interno di una piramide a El-Lisht, fu subito chiaro a tutti che era stata tumulata con estremo riguardo. Il sarcofago più interno era drappeggiato da una decina di scialli di lino, posati con cura, e le cui pieghe custodivano una moltitudine di tesori. I sacerdoti l’avevano avvolta nel lino, con tessuti da 150 fili per centimetro.
Il Lino nell’Antico Egitto
I tessuti di lino rappresentavano una parte consistente del capitale privato di una persona. Venivano addirittura custoditi in cassapanche speciali, estremamente decorate.
La provenienza dei tessuti era fondamentale: il lino che bendava Ramses III conteneva un’iscrizione che specificava che era stato tessuto dalla figlia dell’alto sacerdote Amun Piankh. Dall’antico Egitto, con i suoi misteri e le sue tradizioni, ai giorni nostri, il passo è lunghissimo, ma il lino ha recuperato la sua antica nobiltà e, oggi, è tornato ad essere un materiale fortemente ricercato e di pregio.
Del Lino e Delle Sue Proprietà
L’ultima edizione di Premiere Vision a Parigi ha confermato che i faraoni egiziani e i loro sacerdoti non si sbagliavano di certo. Si tratta di un trend non nuovissimo ma in continua crescita, al punto che diversi Paesi europei stanno iniziando nuove iniziative per aumentare la coltivazione di lino.
Traspirante, molto resistente (e quindi con un ciclo di vita più lungo rispetto ad altri materiali tessili
naturali), igroscopico (può assorbire l’umidità presente nell’atmosfera), termoregolatore (mantiene la temperatura corporea costante più a lungo), non si sporca facilmente (la fibra ha una superficie liscia), asciuga velocemente, riciclabile e biodegradabile (allo stato naturale può iniziare a decomporsi in due settimane). Direi che le buone doti ci sono praticamente tutte.
Il fatto che mantenga la piega, è ormai un elemento negativo ampiamente superabile grazie a trattamenti di finissaggio non impattanti che rendono il tessuto più morbido (e quindi non più ‘legnoso’) e non ‘spiegazzato’. Inoltre, un ettaro di terreno coltivato a lino può eliminare 3,7 tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera.
La pianta di lino arricchisce l’humus del terreno e si può irrigare con la sola acqua piovana. Ma un’altra caratteristica meravigliosa dei tessuti di lino è che si possono tingere con varianti cromatiche di ogni genere e tipo, creando palette di colori infinite.
Ancora una volta, gli antichi insegnano ai moderni. Ancora una volta, è la natura che riporta alla luce le ‘novità’.