È passeggiando tra i vicoli dei quartieri di Istanbul che si scoprono tradizioni tessili che lasciano sempre con la bocca aperta. Tra colori, profumi, suoni e sensazioni, si susseguono tessuti damascati, jacquard, drappi, tappeti, cuscini e tanti altri intrecci di cui rimanere abbagliati.
È tra questi vicoli che casualmente mi ha attratto un arazzo kilim. E la voglia di scoprire qualcosa di più è stata subito soddisfatta da Levent, che da più di cinquanta anni realizza tappeti kilim a mano. Tuttavia, la sua origine curda lo porta spesso nella sua terra d’origine (l’Anatolia orientale), a riscoprire le antiche tecniche tessili e le tradizioni millenarie degli intrecci.
La Sorprendente Simbologia Degli Arazzi
Levent mi offre un tè nel tipico bicchiere a forma di tulipano, e inizia a raccontarmi la storia di alcuni arazzi che espone. Si tratta di tessuti realizzati a mano con due tecniche tessili: kilim tradizionale, e kilim con ricamo.
Questi tessuti venivano utilizzati come culle per i neonati, in modo che potessero riposare nelle tende, rimanendo sollevati da terra (come in un’amaca) evitando che gli animali potessero aggredirli. Una volta cresciuti i bambini, questi tessuti si usavano come tappeti o addirittura come porte all’entrata delle tende. Colori meravigliosi e brillanti che tingono il filato di lana utilizzato per queste vere e proprie meraviglie.
Ma non sono solo i colori ad attrarre. Levent mi spiega la simbologia dei disegni, e rimango incredibilmente imbarazzato dalla cultura che possiede l’uomo che mi trovo di fronte. Simboli di femminilità, e dell’uomo nello stesso disegno, a raffigurare il nucleo famigliare. Ma anche i simboli dell’acqua (elemento vitale ed essenziale per la vita del neonato), e dell’intera comunità. Scopro che i kilim hanno una simbologia profonda in ogni loro dettaglio: un mondo da scoprire e di cui innamorarsi.
Levent si reca nei villaggi della sua terra d’origine e recupera queste vecchie ‘culle’, e mediante due semplici cuciture le ripropone come arazzi ricchi di cultura, storia e tradizione.
Ancora una volta, la Turchia mi sorprende e mi affascina. Il tè è finito e devo proprio andare, ma è stato bellissimo imparare queste cose meravigliose da chi non dimentica le proprie origini e la propria cultura.