Notizie dal Mondo Ottomano

Le visite tessili in Turchia sono sempre l’indicatore ideale per capire come si stanno muovendo i trend dell’abbigliamento e di quali sono i materiali realmente di tendenza.

Avevamo già brevemente discusso di alcuni interessanti scorci che mi è capitato di conoscere durante una delle mie abituali visite in questo articolo, ma come sempre le novità dall’Anatolia sono tante e sono sempre di rilievo.

E allora ecco qualche notizia appena raccolta durante l’ultima visita ad Istanbul.

 

Il Sempre Attuale Carisma del Cachemire

‘Cachemire on fire’ – Questo può essere sicuramente il titolo di questo viaggio.

La fibra di cachemire è fortemente richiesta e lavorata in segmenti diversi dell’abbigliamento. Da sola o in mista con altre fibre (cotone, lana merinos, seta, ecc.), la lana cachemire è la regina delle collezioni.

Cachemire riciclato? No, grazie. Troppe problematiche legate alla struttura della fibra che si sfibra durante il riciclo e che quindi non ha più la sufficiente tenacità per essere lavorabile.

 

Il Sorprendente Appeal della Lana Alpaca

E tra un kebab e un piatto di meatball di carne e verdure (ogni tanto è giusto alimentarsi e sperimentare i piatti locali, sempre ricchi di profumi e di gusti meravigliosi), si passa all’alpaca, altra fibra in forte rialzo.

Si sta creando sempre più interesse verso quest’altra materia prima meravigliosa, morbida e dalle coloriture tipicamente legate alla natura e ai suoi elementi.

 

Il Calante Interesse Verso il Cotone, e la Costante Ascesa del Lino

Il cotone continua a vivere la sua fase di calo.

In forte discesa la richiesta di manufatti d’abbigliamento in 100 % cotone, salvo nella camiceria di alto livello dove si ricercano titoli di
estrema finezza (140/2 o ancora più fini).

Altra materia prima che sta salendo nel ‘borsino delle fibre’ è il lino. Così come il cachemire, anche la ‘fibra legnosa’ sta vivendo una nuova giovinezza e piace sempre di più agli stilisti emergenti.

 

Una Parola sulla Sostenibilità

Certificazioni? Praticamente tutte.

Due i motivi: nuove regolamentazioni del ministero dell’industria locale e richieste specifiche della clientela. La Turchia continua nella sua transizione verso la sostenibilità, e ciò coinvolge ovviamente anche il comparto tessile.

Certo, sarà difficile abbattere l’inquinamento di una città di 18 milioni di abitanti come Istanbul, ma sembra che chi di dovere
abbia preso l’argomento sul serio.

Tinture naturali? A go-go. Le tintorie turche si stanno attrezzando con le ultime tecnologie disponibili e propongono soluzioni tintoriali decisamente interessanti, nel pieno rispetto dell’ambiente. Stesso discorso vale anche per le tecnologie di stampa tessile.

 

Finiamo il Nostro Viaggio

Bene, ora ci concediamo una visita ad uno dei posti più magici della terra: Yerebatan Sarnici (erroneamente chiamata Basilica della Cisterna). Posta in una posizione strategica, ci consente di dare poi un’occhiata alla Moschea Blu e a Santa Sofia. Un caffè turco nella piazza dell’ippodromo a fianco (mi raccomando, lasciate depositare la polvere di caffè, altrimenti è come bere la sabbia bagnata!), e via all’aeroporto con un po’ di bagaglio culturale-tessile in più.

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